Bookmark and Share

 

1. L'AZIENDA                                                               
2. COSA STIAMO PRODUCENDO
3. IL CAPPERO DI PANTELLERIA
4. LO ZIBIBBO

5.PASSITO DI PANTELLERIA
___________________________________________________________________________


1. L'Azienda


AgrIsola  Laboratorio delle Specialità, nasce a Pantelleria da Fortunato Gabriele, fondatore nel 1982  del ristorante la Favarotta (oggi  gestita dal figlio). La simbiosi tra le due cose ha permesso che le tradizioni e le  esperienze si coniugassero nella realizzazione dei prodotti locali, rispettando fedelmente le antiche ricette dei contadini di questa Isola.
I nostri prodotti rappresentano la cultura e la memoria storica di Pantelleria.
La nostra famiglia, dalle origini contadine, vuole perseverare non solo nella valorizzazione dei prodotti tipici panteschi ma anche nella coltivazione delle nostre terre. Infatti, i nostri prodotti, tra i quali l'uva zibibbo ed i capperi, sono il frutto delle coltivazoni delle nostre tenute sparse sull'Isola: la loro cura diretta ci permette di vantare una produzione agricola di qualità.

Fare respirare e fare assaporare la storia del “Mare Nostrum” ai nostri clienti è l’obiettivo che ci siamo posti da quando abbiamo voluto ristrutturare e riportare all’antico utilizzo una proprietà di famiglia, costituita da alcuni dammusi con magazzini e giardino arabo, inserita in un contesto storico come quello della pianura di Ghirlanda. Venire da noi è come immergersi nel passato di Pantelleria.

Diego Gabriele

_________________________________________________________________


2. Cosa stiamo producendo adesso.


- Attualmente  con gli agrumi di nostra coltivazione, stiamo realizzando la marmellata di limone... la troverete disponibile tra una settimana...
- Stiamo realizzando, con la raccolta del finocchietto selvatico, la salsa di finocchietto, contiene una pluralità di ingredienti che ne fa la sintesi dei sapori panteschi.... ottima per condire la pasta...

      
______________________________________________________________
       
NOTIZIE UTILI.


3. IL CAPPERO DI PANTELLERIA: Pubblicata in Gazetta la domanda di modifica IGP


E' importante proteggere e puntare sulle produzioni di eccellenza del nostro Paese, anche attraverso l'aggiornamento dei disciplinari di produzione dei prodotti DOP e IGP. Le modifiche della IGP Cappero di Pantelleria sono tese a legare sempre piu' il prodotto al territorio di origine e a rispecchiare piu' fedelmente la realta' produttiva locale". Cosi' il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia ha accolto la pubblicazione da parte della Commissione Europea delle modifiche al disciplinare di produzione della IGP "Cappero di Pantelleria".Capperi.jpg
Le modifiche riguardano una descrizione puntuale delle caratteristiche del cappero (e' stata eliminata la possibilita' di introdurre una percentuale non superiore al 10% di altre varieta' e i valori fissi delle principali caratteristiche della IGP sono stati sostituiti di range), nonche' il metodo di ottenimento del prodotto (e' stata modificata la densita' di impianto; e' stata aumentata la densita' massima per ettaro e la produzione massima per ettaro; sono stati specificati il periodo di raccolta e la quantita' di sale prevista nella fase di elaborazione). Tali precisazioni sono state introdotte per fornire dati piu' certi al consumatore, rientrando il tutto in un'ottica di maggiore tutela dei diritti del cittadino ad avere un'informazione sempre piu' trasparente e puntuale.
Il cappero di Pantelleria e' caratterizzato da una forma globosa, subsferica, raramente oblunga o conica, dal colore verde senape e dall'odore aromatico, forte, caratteristico senza alcuna influenza estranea. La qualita' dei capperi di Pantelleria e' il risultato di diversi aspetti che derivano dal materiale genetico a disposizione, dall'ambiente colturale e dalle tecniche agronomiche, dai criteri di lavorazione, conservazione e trasporto. Nel corso dei secoli la IGP assunse una crescente importanza per l'economia di Pantelleria; tale valore commerciale comporto' come conseguenza significativi miglioramenti nei metodi di coltivazione e nella selezione delle varieta' piu' pregiate. Ma e' a partire dal 1970 che si registra poi un incremento progressivo del peso economico-agricolo della cappericoltura nell'economia dell'isola; infatti e' in questo periodo che avviene un'inversione di tendenza che vedra' la coltivazione del cappero aumentare progressivamente fino a ricoprire un ruolo di primo piano.


La coltivazione del cappero.
Ogni contadino sceglie sempre accuratamente le piantine da mettere a dimora e individua i terreni più vocati. In questo modo si è appurato, con una esperienza maturata di generazione in generazione, che i terreni migliori sono quelli terrazzati e più esposti al sole. E infatti in tutta l'isola, ma soprattutto nella parte meridionale si può osservare l'immenso patrimonio costruito attraverso un immane lavoro, dalla costruzione nel corso di più secoli del sistema dei terrazzamenti, fatti con i muri a secco che caratterizzano in modo inconfondibile l'ambiente pantesco. Una volta costituita la coltivazione i capperi ricevono le stesse cure riservate alla vite. Il terreno viene lavorato e concimato in inverno e i capperi vengono potati. Le piante raggiungono la piena produzione dopo circa tre anni dall'impianto. La produzione di ogni anno ha inizio alla fine di Maggio e va avanti anche fino a metà settembre. All'alba, prima che il sole spunti, ogni contadino pantesco si avvia, con la propria famiglia, verso il proprio campo per raccogliere i preziosi boccioli, prima chefioriscano. Poi, alla finedella giornata li depone accuratamente in appositi tini a maturare lentamente, in salamoia, con procedimenti tramandati gelosamente di padre in figlio. E' proprio questa fase di lenta maturazione a conferire ai capperi le qualità più pregiate :aroma, sapore, fragranza, consistenza carnosa. I capperi nonpossono essere consumati alla stato fresco, sarebbero amari e sgradevoli al gusto. Occorre un procedimento di maturazione a base di sale marino che avviene alla fine della raccolta di ogni giorno quando i bottoni  fiorali, deposti in un tino, vengono ricoperti di abbondante sale marino grosso, circa il 40% del peso dei capperi, e mescolati continuando questa operazione ogni giorno per circa dieci giorni.L'acqua emessa dai bottoni fiorali e il sale che si scioglie formando una salamoia molto satura che server a far maturare i capperi dopo una fermentazione di tipo lattico.Dopo 10 giorni vengono scolati dalla salamoia e rimessi in un altro tino con aggiunta di sale marino, sempre grosso, nella misura del 20% del loro peso e movimentati e mescolati per altri dieci giorni. Alla fine di questo secondo periodo i capperi sono maturi e pronti per essere consumati.


________________________________________________________________________________

4. Lo Zibibbo

Lo zibibbo  o "moscato di Alessandria" , vitigno di pianura, media e alta collina, che, sebbene d’importazione, probabilmente araba, ha trovato nell'isola l’habitat naturale diffondendosi su tutto il territorio, con una caratterizzazione aromatica che l’ha reso famoso nel mondo.
Ha riconoscimento D.O.C. per le seguenti tipologie di vino:

Spumante   (art. 517, D.P.R. 11.08.1971)

Moscato      (art. 618, D.P.R. 11.08.1971)

Passito        (art. 819, D.P.R. 11.08.1971)

Limitatamente alle tipologie "moscato" e "passito", possono essere anche liquorosi D.O.C. (art. 7/12).
Viene coltivato su quasi il 95% dei vigneti esistenti; la vita media della pianta raggiunge circa i cinquant'anni. Resa per pianta 3-4 kg con resa media dell'uva in vino del 70%, che, nella tipologia "passito", si riduce al 40%.

Dalle sue uve si ottiene inoltre un ottimo vino Bianco DOC con queste caratteristiche:
colore: giallo paglierino dorato
sapore: aromatico con retrogusto mandorlato tipico
gradazione: 11,5°

vocazione: vino da taglio per l’intensità aromatica o per la produzione di vini liquorosi
mercato attuale: nazionale con prevalenza di Sicilia, Piemonte e Veneto
Lo zibibbo viene anche prodotto per essere esportato quale uva da tavola e uva appassita.

La tecnica di coltivazione della vite adottata in tutte le aziende è l’alberello, mentre la spalliera è utilizzata solamente nei terreni coltivati a catarratto.
L’alberello è coltivato in buche circolari profonde sino a 50-60 cm, per difendere la pianta dal vento e per ottenere un microclima che le permetta di superare i periodi di siccità. Questa tecnica, se permette di ottenere produzioni caratterizzate da intense cariche aromatiche, tuttavia necessita di tecniche colturali quasi interamente affidate al lavoro manuale.

5. Passito di Pantelleria D.O.C

Il Passito è indubbiamente il vino più pregiato, ottenuto esclusivamente da uve Zibibbo; per la sua produzione l'uva, accuratamente selezionata, viene posta ad appassire al sole  per 15-20 giorni. Con l'appassimento dell'uva i profumi e gli aromi vengono maggiormente esaltati e si raggiunge una concentrazione zuccherina del 60%.

Dopo una fase di macerazione di almeno 30 giorni e a fermentazione avvenuta, l'invecchiamento in botti di rovere favorisce ulteriormente la formazione di sostanze odorose che contribuiscono all'affinamento del bouquet e dei caratteri organolettici.

I terreni di provenienza delle uve devono essere iscritti all'Albo dei vigneti DOC e registrati alle competenti Camere di Commercio; il disciplinare di produzione (DPR dell'11-8-1971, modificato il 27-9-2000) delimita il territorio di produzione, vinificazione e imbottigliamento esclusivamente nell'ambito dell'isola di Pantelleria.

La resa massima uva/vino è del 40% e la produzione massima di vino per ettaro è di 4000 litri.
Il Passito puo' essere commercializzato a partire dal 1° luglio successivo all'annata di produzione, previo controllo e autorizzazione rilasciata da apposite commissioni che valutano le caratteristiche chimico-fisiche ed organolettiche.

Il disciplinare di produzione prevede i seguenti requisiti : colore giallo dorato, tendente all'ambra; sapore dolce, aromatico, gradevole; profumo fragrante, caratteristico di moscato. Titolo alcolometrico volumico totale minimo 20%, di cui il 14% svolto; acidità totale minima 4 g/l ed estratto secco netto min.32 g/l.

                                Ordina
http://www.agrisola.it/?p=productsList

                                    AgrIsola s.r.l c.da ghirlanda,10 91017 PANTELLERIA P.IVA 01929230819